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Spettacoli: La Cena Dei Cretini

(2004)

Autore: 

Francis Veber

Essere o apparire? Parafrasando Flaiano è certo vero che la mamma dei cretini è sempre incinta... e allora perché non rendere una cena esilarante, divertendosi con uno di questi signori? Sarà, così, utile almeno a qualcosa, illudendosi di potersi difendere, dall'alto della propria intelligenza, dalla negatività di costui. Ma non è cosi' in questa commedia gustosa ed elegante. Il signor François Pignon, funzionario del ministero delle finanze che ha come hobby costruire modellini con i fiammiferi, è sopra ogni cosa un guastafeste e un menagramo a tal punto, che riesce a ribaltare la situazione passando da vittima a carnefice, creando una serie di problemi al suo potenziale anfitrione, giungendo a mettergli in crisi il matrimonio in un crescendo di gaffes, gags e malintesi veramente divertenti. Il crescendo di guai corre parallelo all'enunciazione di un apologo edificante in cui il bieco sfottitore si dovrà, suo malgrado, specchiare nello sfottuto (entrambi lasciati dalla moglie) e chiedere il suo aiuto. Il cocktail di Veber non è una bomba, smussa l'acidume con lo zucchero (la redenzione finale del cretino), va giù leggero, mettendo di buon umore. L’autore è riuscito con eleganza ed ironia a costruire una commedia divertente, malinconica e crudele allo stesso tempo, rendendola veramente godibile e facendoci ridere e sorridere intelligentemente, come non capitava da tempo. Il più grande cretino si crede furbo e giudica gli altri degli imbecilli. Di rompiballe (IL ROMPIBALLE, 1973), capre (LA CAPRA, 1981) e strane coppie (da IL VIZIETTO a BUDDY BUDDY) è piena l’ opera di Veber (in vesti di commediografo, sceneggiatore o regista). Con questa piéce teatrale, però, supera se stesso.