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Spettacoli: Insulti al Pubblico

(2017)

Questa piece del 1966 è una sorta di provocazione che vuole scuotere un pubblico passivo e inerte che sprofonda nella poltrona di una sala teatrale per cercare una storia, un'illusione, un sogno. Oggi si deve dire che è stata una geniale intuizione di quello che sarebbe successo di lì a poco. Il teatro è andato proprio nel senso indicato dall'autore: non più finzione, non più immedesimazione, non più rinsecchimenti emotivi, ma soltanto un luogo in cui condividere un tempo di riflessione comune. Oggi chi va a teatro non sa e non vuole più aspettarsi nulla. L'autore mette in discussione la funzione stessa e l'utilità del teatro. L'obiettivo finale è di recuperare la necessità della rappresentazione superando i luoghi comuni della "magia del teatro". E gli insulti non saranno propriamente insulti.